UN RAGAZZINO CORAGGIOSO!

          

Copertina anteriore

STORIA DI IQBAL

Prima pubblicazione: 2001 

Autore: Francesco D'Adamo 

Genere: Romanzo, Narrativa 

Valutazione:⭐⭐⭐⭐⭐


TRAMA: 

Questa storia è ambientata in Pakistan, un paese dell'Asia meridionale e narra la vita di Iqbal Masih, un ragazzino molto abile nella tessitura dei tappeti, ma anche molto ribelle! Un quattordicenne divenuto simbolo della lotta contro la violenza e lo sfruttamento dei bambini. Come farà questo ragazzo a diventare tutto ciò? Se sei curioso corri subito a leggere la recensione e a comprare questo libro in libreria! 

RECENSIONE:

Al termine di questo libro, mi sono chiesta se la storia di Iqbal fosse davvero accaduta, così ho smanettato su Google e dopo varie ricerche ho scoperto che era vera!

27 anni fa, questo ragazzino di solo 14 anni, un mito,  riuscì a sfuggire al suo capo e ad unirsi a Eshan Khan, un uomo che protestava contro gli usurai, coloro che sfruttavano questi poveri ragazzi, ma prima di raccontarvi ciò, facciamo un passo indietro…  

La storia in questo libro è raccontata nei minimi dettagli da Fatima, una ragazzina sottratta alla propria famiglia, per colmare il debito che avevano con gli usurai, come tanti altri. Questi bambini non vedevano l'ora di tornare ad essere liberi.

Leggere le parole di Fatima in cui dice che ormai nessuno l'avrebbe presa in sposa perché troppo vecchia per trovare marito, mi fa molto ragionare, soprattutto pensando alla mentalità chiusa di quelle persone. 

Il loro capo metteva su una lavagnetta dei segni per indicare il debito e gli prometteva di cancellarli man mano che avrebbero portato a termine il loro lavoro, invece questi aumentavano con il passare dei giorni. All'arrivo di Iqbal, tutto cambiò, fece aprire gli occhi ai suoi coetanei con cui condivideva lo stesso destino. 

Iqbal come ho accennato nella trama, era un ragazzino ribelle, ma al suo capo era molto utile, gli faceva guadagnare molti soldi, perché era molto agile, ma non dimentichiamo il suo obbiettivo …  Realizzò un tappeto di quelli che si vedono pochi all'anno, perché sono molto difficili da tessere così… stop! Mi fermo non posso spoilerarvi tutto!

Gli usurai fanno parte della mafia e si "compravano" i pubblici ufficiali, ovvero la polizia, dandogli delle mance e minacciandoli di non aprir bocca.

Per  Iqbal sarà molto difficile andare contro di loro, ma non impossibile!

Come farà? Non siete curiosi anche voi?

Io si, anche perché una mia amica mi aveva consigliato questo libro avendolo letto prima di me, ma leggendolo in prima persona vi assicuro che suscita delle forti emozioni.

E' un genere molto distante dal mio, perché non c'è un mistero da risolvere, ma nulla da togliere che sia un ottimo libro, anzi ad essere sincera mia madre mi diceva che mi estraniavo dal mondo circostante durante la lettura, questo era ciò che mi accadeva.

L'ho letto nel tardo pomeriggio, prima di cena, difficilmente mi staccavo quando la voce di mia madre mi chiamava dicendomi che era pronto. Controvoglia mi alzavo, prendevo il segnalibro, lo inserivo all'interno, lo richiudevo e lo posavo sulla mensola.

Questo libro è costituito da 139 pagine divise in 16 capitoli ciascuno,  i caratteri sono medi e tra un capitolo e l'altro c'è una pagina bianca nonché vuota.

La lettura di questo romanzo è stata molto intensa e commovente, perché non è una tematica facile da affrontare.

Nelle ultime pagine, appare la lettera di Maria destinata a Fatima, dove parla della mafia dei tappeti che aveva ucciso Iqbal e lei suggerisce di raccontare a chiunque questa storia, la loro storia, per non far svanire il ricordo del loro "fratello" e non dimenticare il bene che si volevano e quello che avevano passato nei minimi dettagli. 

Tutto ciò mi ha fatto capire la complicità di quei bambini nel momento in cui venivano fatti prigionieri dagli usurai e sfruttati, invece nella nostra società ognuno pensa prima di tutto al suo benessere e poi al prossimo. 

Questo è un ottimo libro, lo consiglio assolutamente, anche perché questa non è una tematica da tutti accettata ed esser messa su carta non può altro che far pensare a loro e che adesso in qualche parte del mondo ci sono bambini, con la catena alla caviglia che lavorano per saldare un debito che non scomparirà mai.

A queste sono collegate altre tematiche molto attuali, come quella delle spose bambine,  delle ragazzine che sono costrette a prostituirsi e a molte altre.

Ti invito a rispondere a questa domanda: "Se ti trovassi in questa situazione, costretta/o a lavorare per colmare il debito della tua famiglia, cosa faresti? Avresti avuto lo stesso coraggio di Iqbal di ribellarsi per raggiungere il tuo obbiettivo?"



 

                                             






                                                                                     

                                                                                                                                    Per Annarita


                                                                                                                             SHE.ILARY_BLOG

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