X Agosto di Giovanni Pascoli
PRIMA PARTE: LA STRUTTURA METRICA
Il componimento è costituito da sei quartine di decasillabi e novenari con rime alternate secondo lo schema ABAB (rima alternata)
SECONDA PARTE: PARAFRASI
San Lorenzo, io so perché (oggi) così tante stelle splendono e cadono nel cielo tranquillo e perché
un così grande pianto brilla nell’orizzonte concavo della notte.
Una rondine stava tornando al tetto, la uccisero e cadde tra i rovi: nel becco aveva un insetto, la
cena per i suoi piccoli.
Adesso è lì, con le ali aperte come in croce, e dal becco porge ancora il verme al cielo lontano. I
suoi piccoli, nel nido, continuano ad aspettarla nell’ombra e pigolano sempre più piano.
Anche un uomo stava tornando a casa: quando lo uccisero disse “Perdono” e nei suoi occhi aperti
rimase un grido; portava con sé due bambole, in regalo.
Ora lì, nella casa solitaria, lo aspettano inutilmente: il suo corpo immobile e attonito mostra le
bambole al cielo lontano.
(Ecco perché piangi:) Tu Cielo, infinito e immortale, dall’alto dei mondi sereni in cui risiedi inondi
di stelle questo nostro mondo, un atomo opaco fatto di dolore
TERZA PARTE: COMMENTO
Il 10 agosto 1867 è la data della morte del padre del poeta, per cui egli ha collegato questo avvenimento al pianto di stelle che proprio nel giorno di San Lorenzo si riversa sulla terra.
La metafora del nido e della rondine rappresenta sempre la morte del padre perché come la rondine morta non potrà più portare cibo ai piccoli che non riusciranno a sopravvivere da soli, anche i figli hanno bisogno del padre che non potrà più aiutarli.
Per Pascoli il mondo è una giungla e lui si rifugia in un piccolo mondo capace di offrire un rifugio dal caos e dalla violenza del mondo esterno, quindi è un "nido-rifugio".
La reticenza in questo testo la troviamo nell'ultima strofa, in cui il poeta si rivolge al cielo elogiandolo di piangere per il male di tutto l'universo e si chiede come sia possibile che esista tutta questa malvagità.
Secondo me questa poesia è musicale e allo stesso tempo molto triste con un significato profondo e Pascoli è riuscito perfettamente a descrivere il suo sentimento di sconforto.
Immedesimandomi nel poeta posso condividere la sua visione pessimistica del mondo.
Lui si rivolge al cielo considerandolo come una divinità e chiedendogli come sia possibile che esista tutta questa cattiveria sulla terra che lo ha privato del padre.
La mia visione della vita però è differente e penso che dobbiamo anche vedere le cose belle che ci offre per essere felici e sereni.
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